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Category: NAO PERFORMING FESTIVAL, PROGRAMMA, SPETTACOLO by AIEP • feb 13th, 2013

iAi

iAi
IAI
azioni in scena, ispirate dall’opera di Yukio Mishima
di e con Alessandro Martinello
creazioni ed elaborazioni sonore Luca Scapellato
costumi Claudia Fabris
promozione Paola Valente
primo studio – menzione speciale Premio Controscene 2010 Città di Biella
produzione Tam Teatromusica
Entra, soprattutto il senso della verifica.
La necessità di trovare e identificare se stessi nella concretezza della carne,
nella possibilità di squarciarla per verificarne l’occulta interiorità.
Partendo dalle “Lezioni spirituali per Giovani Samurai” di Yukio Mishima e in particolar modo dall’”Introduzione alla filosofia dell’azione”, comincia un viaggio tra la vita, le parole, le azioni e le immagini che Mishima fa risuonare all’interno di un corpo già da tempo in continuo studio/rapporto tra presenza fisica e spazio.
Nell’incontro e scontro con altre tecnologie, l’arte dell’estrazione della spada acquisisce valore come mezzo di indagine del profondo alla scoperta dell’essere.
Le controverse parole di Mishima obbligano continuamente a ricercare una nuova sintonia interiore/esteriore.
La concretezza della carne, l’illusorietà dell’identità.
Un rituale di fluidi che da sempre scorrono dentro di noi.
È un testamento che lascio nel territorio della morte dove ho vissuto finora, un suicidio alla rovescia, un mezzo per recuperare la vita.
IAI è un progetto di ricerca performativa ispirato all’opera dello scrittore giapponese Yukio Mishima.
Vedendo il proprio paese abbandonare pian piano le proprie secolari sapienze culturali a scapito di un nascente modernismo omologante, Mishima redige un manuale per preparare i giovani ad una disciplina dell’Azione ed al tempo stesso della Tradizione.
Su questi spunti il progetto IAI indaga il concetto di identità personale.
La formazione dell’identità dell’individuo passa attraverso il rapporto continuo tra esperienza e
ideazione. La ricerca verte qui sulla giusta fusione di un modello di creazione che tragga forza
delle tecniche della tradizione assieme alle scoperte della modernità, verso un nuovo Artigianato
Tecnologico.
Immerso nella multimedialità e persuaso da numerosi nuovi strumenti di comunicazione, l’individuo
si vede costretto però a rapportarsi con un nuovo concetto di identità, un’identità virtuale,
mutevole, molteplice ed intangibile.
La ricerca si sposta allora nel rapporto tra corpo, fisicità, concretezza dello strumento e dello
spazio ed immagine, proiezione ed illusione di sé condensata nell’attuale concetto di “avatar”
virtuale.
Alessandro Martinello si forma in ambito artistico e si laurea in Tecnologie Multimediali
all’Università di Udine, con una tesi di rapporto storico tra spettacoli di lanterna magica e pratica del
Vjing. Da qui inizia un proprio percorso rivolto soprattutto verso gli strumenti della visione e la loro
elaborazione in tempo reale. Realizza installazioni e video-set durane eventi musicali, collabora
con Esperimentocinema e Festival “Tres Court”, partecipa nel 2009 a FoPA Festival of Performing
Arts (Pula-HR).
In seguito all’incontro con la compagnia di ricerca teatrale Tam Teatromusica, come allievo
all’interno del laboratorio Oikos Officina delle arti sceniche, inizia un personale percorso di
sperimentazione, che coinvolge la relazione tra video performance e teatro.
Dal 2007 entra a far parte del collettivo Tam ed è attivo in varie produzioni artistiche oltre che
responsabile tecnico del Teatro delle Maddalene di Padova.
Nel 2008 collabora con Michele Sambin alla realizzazione dell’archivio informatico in DVD che raccoglie e storicizza il percorso della compagnia, curando l’editing di tutti i materiali.
Nel 2010 realizza il suo primo lavoro scenico IAI, con la collaborazione del musicista Luca Scapellato e dell’artista Claudia Fabris, che partecipa in forma di studio al “Premio Controscene 2010″ città di Biella dove riceve la menzione speciale per l’impegno artistico e le creazioni tecnologiche. Insieme a Paola Valente rappresenta la terza generazione Tam.
Luca Scapellato, chitarrista, percussionista, compositore elettronico, è attivo sulla scena live in
diverse formazioni (Idraulici del Suono, O.P.B., LSKA).
Contemporaneamente sviluppa competenze artistiche ed informatiche che riguardano l’audio e il
sound design, il video, il web ed i sistemi interattivi.
Si concentra soprattutto sull’interazione tra musica e immagine, tra computer-strumento e utente e
sulle relazioni che nascono durante l’improvvisazione tra musicisti e performer.
Ha collaborato e collabora con Centro Sperimentale di Cinematografia, Tam Teatromusica, e la compagnia di danza Ariella Vidach – AiEP.
Tam Teatromusica
un linguaggio sospeso tra immagine e suono.
Fondato nel 1980 da Pierangela Allegro, Laurent Doupont e Michele Sambin, Tam Teatromusica ha
realizzato più di ottanta opere in equilibrio tra immagine, suono e gesto, approdando ad uno stile
riconoscibile per essenzialità espressiva. Una lunga storia sempre aperta alle questioni artistiche
del presente, grazie alla coerenza dell’impegno, condiviso con una nuova generazione di artisti
formati al suo interno, e a una costante presenza sulla scena internazionale, dal Teatro alla Scala
di Milano al Festival d’Automne di Parigi ed al Wiener Festwochen, come su molti altri prestigiosi
palcoscenici mondiali: da Gerusalemme a Melbourne, da Tunisi a Cracovia, Budapest, Granada,
Varsavia ed Hannover.
Fin dai suoi esordi Tam rivela l’ostinata fiducia in un teatro astratto che non descrive stati d’animo,
ma li provoca. Teatromusica è un linguaggio che procede per accumulo di segni, segni astratti nel
senso di essenziali semplici emblematici, ma soprattutto non psicologici. Questi segni contengono
una profonda relazione con il mondo reale, lo trasformano, spesso lo rovesciano, lo ricreano,
anziché descriverlo.
I
 

 

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